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GIOVEDÌ 14 A DOMENICA 17 APRILE 2011
SON MUSIC LIVE presenta:

Scritto ed interpretato da SALVATORE GISONNA
Regia di CIRO CERUTI
NOTE SULLO SPETTACOLO
L’autore ama definire questo spettacolo un continuo “work in progress”. Il testo
prende spunto dall’attualità e da tutto ciò che ci circonda, prendendo di mira
la crisi economica, gli scandali, la realtà poli tica, ma anche episodi di vita
normale, il tutto arricchito da un’accattivante e coinvolgente musicalità con un
corpo di ballo di prim’ordine, e soprattutto da Salvatore Gisonna, che porta in
scena anche i personaggi che in questi anni lo hanno reso famoso al pubblico del
piccolo schermo, vedi “Il Fonzie napoletano”, il
“Dj Galeazzo”. Gisonna, con il suo fare talvolta scanzonato, talvolta attoriale
riesce a catturare il pubblico e portarlo in un percorso nel quale la risata
grassa si alterna a quella amara.
Uno spettacolo completo, che potremmo quasi
definire un varietà, nel quale c’è spazio anche per la riflessione e la poesia, con momenti che regalano
al pubblico forte emozione.
Le musiche sono affidate al maestro Larry Del Prete, famoso al pubblico per i
successi di Furore “RAIDUE”, e la sua band, mentre le coreografie sono curate da
Naike Orilio, reduce da “I Raccomandati” RAIUNO, il tutto diretto magistralmente
da Marcello Mancini che firma la regia dello spettacolo. Al fianco di Salvatore
Gisonna a completare il cast Luisa Esposito, Viviana Guida e Antonio Guida, il
tutto diretto magistralmente da Ciro Ceruti che firma la regia dello spettacolo, con
l'ausilio di Marcello Mancini.
Insomma uno spettacolo da non perdere assolutamente.
Salvatore Gisonna
Note di regia
Argomento presente nel nostro quotidiano negl’ultimi tempi è la crisi, di idee
ben confuse ne è pieno il mondo. L’intuizione autorale di Salvatore Gisonna ha
permesso di raccontare ogni forma di crisi che possa attanagliare un soggetto;
economica, coniugale, esistenziale, mistica. Perché raccontare in uno show
comico tutti questi drammi? La linea di confine che divide il dramma dalla
comicità è estremamente sottile. Credo che il teatro sia un arte più collettiva
che individuale e cercando di creare uno spettacolo dalla confezione
camaleontica, assaggi di prosa, monologhi comici, ballo, e canto, come poche
volte accade ho fatto fare ad ognuno di loro il proprio mestiere. Se ci sono
riuscito? Non c’è certezza in questo periodo di grande crisi.
Ciro Ceruti |