“Totonno Passaguaje”, il protagonista della commedia, è un personaggio ambiguo, suggestionato dalla credenza popolare che esistano persone in grado di esercitare influssi iettatori.  Egli è fermamente convinto di essere stato colpito da una fattura al punto da imputare ogni sua disgrazia, o anche il più piccolo contrattempo, a questa malefica influenza piovutagli addosso.
 

L’evolversi della vicenda non fa altro che rinforzare questa convinzione di Totonno, finché lo stesso pensa di rivolgersi ad una maga per potersi liberare da tale maleficio.
 

La principale caratteristica di questo lavoro è costituito dal fatto che intorno al tema centrale si intrecciano diverse altre situazioni le quali offrono al regista ed all’attore innumerevoli spunti di irresistibile comicità. Altrettanto efficace appare la caratterizzazione dei personaggi, una vasta gamma di tipi , alcuni bizzarri, altri mistificanti o creduloni, ma tutti ugualmente partecipi al trionfo finale della superstizione.
 

Un tourbillon di esilaranti equivoci porteranno i nostri personaggi ad inseguimenti e sotterfugi con un ritmo da Commedia dell’Arte per offrire al pubblico grande divertimento.

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In concomitanza con il debutto dell’edizione inglese a Londra, torna, per festeggiare il ventennale dal suo primo debutto, lo spettacolo che è stato un vero fenomeno teatrale sia in Italia che all’estero.

La commedia ha già fatto ridere migliaia di spettatori, curiosi di spiare questa coppia di amici che si ritrova a dover condividere il letto di un motel. Da quel letto non scenderanno mai, ma su quel letto affronteranno le loro più intime paure, le reciproche curiosità , le debolezze mai ammesse, e riusciranno a confessarsi segreti e tabù mai pronunciati prima. Il tutto ridendo delle proprie debolezze.

Anche lo spettatore riuscirà a capire finalmente cose che non aveva mai avuto il coraggio di domandare.

Cosa pensano gli uomini della sessualità femminile?
Hanno presente quali siano effettivamente le fantasie delle donne?
E le donne conoscono i piaceri dell'uomo?
Quali sono le tattiche per conquistarlo?
E le posizioni ideali per trovare il punto G?
Ci sono uomini che lo cercano da anni e ancora non l'hanno trovato.
D'altronde mica ci sono dei cartelli! Chi glielo indica poverini?
Ma d'altra parte, può una donna presentarsi così: "Piacere, sono clitoridea, preferisco stare sopra, adoro i baci sul collo e il mio punto G è in fondo a destra!"?

Queste e altre ancora sono le domande che si pongono i due protagonisti nella stanza di un Motel su un grande letto matrimoniale, lenzuola rosse e un'atmosfera piacevolmente piccante. Cosa succederà su quel letto e quante verità verranno a galla, lo scoprirete solo ridendo.

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Uno spaccato sul mondo femminile. Quattro donne, molto diverse tra loro si contendono lo stesso uomo. Divertenti equivoci e battute a ritmo serrato per una commedia frizzante ed ironica.

Giulia, Irene e Susanna si riuniscono nella cucina di Silvia per preparare l’esame d’arte culinaria del corso “a tavola con lo chef” che frequentano insieme. Mentre eseguono le ricette parlano delle loro vite, dei loro sogni, di sentimenti, di sesso.

Luca, un bellissimo ragazzo che è ospite del vicino di Silvia nell’appartamento accanto, piomba tra di loro – vestito solo da un asciugamano intorno alla vita, mostrando un fisico mozzafiato – perché è rimasto chiuso fuori casa mentre cercava di riattivare la corrente elettrica.

Questa presenza cambia i rapporti che si sono creati tra loro: scatta la sindrome della preferita che spesso si verifica in un gruppo di femmine quando arriva un maschio.

Le ragazze si rincontrano dopo due mesi, per le feste di Natale, tutte hanno una storia con Luca, ma nessuna sa delle altre. Quando Luca viene scoperto le donne lo mettono di fronte ad una scelta. Nessuna di loro continua la relazione, ma questa esperienza cambia la vita di tutte.

 

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Pensaci Giacomino nasce in veste di novella del 1915 per poi avere la sua prima edizione teatrale, in lingua, nel 1917.

Tutti i ragionamenti, i luoghi comuni, gli assiomi pirandelliani sono presenti in questa opera. Un testo di condanna, condanna di una società becera e ciarliera, dove il gioco della calunnia, del dissacro e del bigottismo e sempre pronto ad esibirsi.

La storia racconta di una fanciulla che rimasta incinta del suo giovane fidanzato non sa come poter portare avanti questa gravidanza, il professore Toti pensa di poterla aiutare chiedendola in moglie e potendola poi così autorizzare a vivere della sua pensione il giorno che lui non ci sarà più. Naturalmente la società civile si rivolterà contro questa decisione anche a discapito della piccola creatura che nel frattempo è venuta al mondo.

Finale pirandelliano pieno Di amara speranza, dove il giovane Giacomino prenderà coscienza del suo essere, del suo essere uomo, del suo essere padre e andrà via da quella casa che lo tiene prigioniero, per vivere la sua vita con il figlio e con la giovane madre.

Da qui si desume quanto tutto questo possa svolgere il pensiero pirandelliano nei confronti di una società che allora era misogina opportunista e becera. Racconta di uno Stato patrigno nei confronti dei propri cittadini soprattutto nei confronti della casta degli insegnanti, sottopagati e bistrattati. Grande bella qualità del premio Nobel di Agrigento nel prevedere il futuro e come raccontava Giovan Battista Vico corsi e ricorsi storici, cioè nulla cambia nulla si trasforma: ancora oggi si veste dei soliti cenci, unti e bisunti. Una società quindi letta con la mostruosità di giganti opprimenti presenti determinanti dequalificanti.

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“Ecco…Francesca da Rimini” lo spettacolo delle feste di Natale, prodotto dal Teatro Bracco, due atti di una esilarante farsa dove grande mattatore sarà Giacomo Rizzo insieme con Caterina De Santis, la Compagnia stabile del Teatro Bracco e la partecipazione di Corrado Taranto

Dopo 20 anni Giacomo Rizzo ripresenta la sua, forse la più memorabile, versione di Francesca da Rimini. Era il 1998 quando Rizzo la riscrisse. Il primo tempo era da introduzione alla famosa farsa di Petito. Lo spettacolo Ecco…Francesca da Rimini ha conservato tutto il suo divertimento della commedia dell’arte, anzi questa nuova versione si è arricchita con la presenza di Caterina De Santis che, principalmente nel primo atto, dà prova di grande attrice del teatro di tradizione napoletano.

Sono passati circa 40 anni quando Rizzo, insieme ai fratelli Giuffré interpretò, con grande maestria, questa farsa portandola in tutti i teatri d’Italia.

La riproposta di tale spettacolo sarà di sicura attrattiva per i giovani che avranno la possibilità di conoscere il grande teatro di tradizione partenopeo, dove testo e invenzione scenica si fondono grazie alla bravura degli interpreti e altresì sarà la gioia di tutto il pubblico che vivrà 2 ore di sana e pura allegria.

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Questa nuova commedia è ambientata negli anni ’80,l’argomento è attualissimo. In quegli anni i giovani universitari si indirizzavano tutti o quasi verso la facoltà di giurisprudenza, per diventare dei futuri avvocati. Erano tanti (come oggi tantissimi) alcuni, costretti, cambiavano attività e altri senza neanche laurearsi si spacciavano per tali. Essendo gli avvocati tanti, a volte i clienti erano difficili da recuperare, per questo alcuni si davano anche alla politica, del resto anche oggi.

Il nostro protagonista “Vincenzo” non ha la laurea e usufruisce della laurea di un suo cognato (detto zio Giacomino), marito di sua sorella Giulietta. Questo zio Giacomino sparisce e non si sa se morto oppure scomparso. Intanto Vincenzo avvocato, ma non laureato, si affanna a trovare la clientela.

Questa commedia è stata scritta un po’ di tempo fa da me e da Corrado Taranto. È da considerarsi una classica commedia dell’arte perché si serve dei canoni che hanno fatto il successo di questo genere, difatti, i personaggi sono tutti comici, i ritmi della recitazione sono quelli moderni (come piace al sottoscritto) e la realizzazione e le invenzioni di ogni singolo personaggio, e le continue improvvisazioni sono degne della più valida commedia dell’arte, con tanti personaggi reali e grotteschi.

Come sempre in accordo con la produzione del Teatro Bracco, nella persona della signora Caterina De Santis, coautrice anche lei della commedia, cerchiamo di mantenere e non far morire il teatro di tradizione napoletano, la regia e l’adattamento sarà sempre e comunque rivolta a far si che tutti gli attori possano dare il meglio della loro bravura.
 

Vi aspettiamo alla Clinica del Sorriso Teatro Bracco!

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Chi l'ha detto che gli uomini senza le mogli non riescono a cavarsela? Quattro uomini, separati e piuttosto al verde, si dividono un appartamento districandosi tra faccende domestiche, spese al supermercato e una difficile convivenza.

I quattro casalinghi disperati potrebbero anche riuscire a trovare un equilibrio, se non fosse per il rapporto con le rispettive ex mogli che comunque continua a condizionare le loro vite; perchè "si arriva a odiare una persona solo se l'hai tanto amata, se non la odi è perchè non te ne è mai importato niente!"

CASALINGHI DISPERATI è una commedia frizzante e coinvolgente, un ritratto divertente e scanzonato di una realtà sociale che ultimamente è saltata più volte agli onori della cronaca.

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Amori,passione,turbolenze sentimenti inquieti,tradimenti, un susseguirsi di situazioni che avvolgono il percorso di quattro coppie di giovani quarantenni.Una riflessione su una fascia di età che per diversi motivi ha subito e subisce le tante evoluzioni in negativo che i nostri tempi hanno avuto.

Caduta di valori,insicurezza ,depressioni,segnano passo dopo passo la trama di questa piece teatrale sottolineata da una colonna sonora di grandi successi di Mina tutti cantati live, che si alternano alle vicende delle cinque coppie che sono protagoniste dello spettacolo.

Una full immersion in questo spaccato di vita che lascerà sicuramente un segno nello spettatore ed in particolare in chi ha vissuto e vive situazioni analoghe.

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Giulio e Anna sono una bella coppia, sposati da trent’anni, hanno una buona intesa intellettuale e caratteriale a differenza della loro armonia sessuale che negli ultimi anni non è più quella di un tempo. Vanno avanti facendo finta di niente ma quando i nuovi vicini di casa, Toni e Laura, una giovane coppia molto esuberante e disinibita, si fa “sentire” attraverso le sottili mura che separano i due appartamenti, il problema, con relativo confronto, viene a galla. Ad Anna non resta che invitare i nuovi vicini per un aperitivo e affrontare civilmente la questione. L’incontro tra le due coppie svelerà tante verità nascoste e genererà momenti imbarazzanti ed esilaranti con un finale tutto da scoprire.

In questa divertente e arguta commedia spagnola di Cesc Gay, si affronta in maniera elegante l’intesa sessuale tra coppie di diversa età. Questo il tema vincente di un testo rappresentato con grande successo in Spagna, nelle ultime stagioni. Sarà rappresentata per la prima volta in Italia nella stagione 2019/20, da due coppie di attori di navigata esperienza che condividono la scena con grande maestria, proponendo dialoghi spiritosi dal ritmo serrato, inseriti in un meccanismo comico molto efficace.

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La trama narra la vicenda di tre loschi figuri: Antonio Basso detto “Asso pigliatutto”, interpretato da Enzo Varone, è un disoccupato per scelta che vive suo malgrado a carico della ricca moglie; Salvatore Cuomo detto “Totore ‘o tavuto”, interpretato da Giovanni Allocca, è invece un beccamorto per professione e per passione, la cui più grande aspirazione è diventare proprietario assoluto di un cimitero. Infine Luigi Vastucci detto “Gigino Cuore matto”, interpretato da Stefano Sarcinelli, è un aspirante musicista con sicure probabilità di insuccesso.

Il trio, costituitosi per caso e per esasperazione, intende dare una svolta definitiva alla magra quotidianità fino a quel momento vissuta, sempre ai margini della legalità.  Decidono così di organizzare il sequestro di Veneranda Buonocore, la ricca consorte di “Asso pigliatutto”, sicuri che con i soldi del riscatto possano finalmente condurre una vita migliore.

La loro cronica inettitudine e il loro fare maldestro però li porta a sbagliare obiettivo: sequestrano Jane, l’americana di Afragola interpretata da Carmen Pommella, la quale, esercitando il suo discreto fascino sui tre poveri imbecilli e avendo le idee ben chiare, da sequestrata si ritrova capo della banda.

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