''A ME GN'OCCHI, PLEASE 2''

Autore: Antonello Costa, Gianluca Giugliarelli
Regia: Antonello Costa
Cast: Antonello Costa, Gianluca Giugliarelli e Annalisa Costa

La recensione di Tania Croce
 
Sono innumerevoli le preoccupazioni di Antonello Costa nel momento cruciale del suo spettacolo, prima della prima, al pensiero che questa sera potrebbe avvenire una svolta nella sua carriera, grazie ad un importantissimo contratto proposto da un agente di Pippo Baudo presente in sala. Inizia così “A me gn’occhi please 2”, tra luci sfavillanti e musiche originali. Ma lo squillo del telefonino di Antonello, informa l’attore ed il pubblico in platea, che non ci sarà nessun agente dietro le quinte… ma un giornalista strambo (Gianluca Giugliarelli), che dice di scrivere per un giornale di cucina, confuso dal titolo dello spettacolo stesso. Più che un giornalista, lo strano tipo che ogni tanto piomba sul palcoscenico, sembra un ‘kung fu panda’, che dopo le sue battute sottoforma di riflessioni, viene spedito da Antonello dietro le quinte, con la speranza di liberarsene e portare avanti il suo spettacolo.
Ad una serata così importante, non poteva mancare lo zio mafioso, Don Antonino, un atipico imprenditore t.s. (troppo simpatico) che vive a New York, mostrando gioia per l’elezione di Obama, così anche in America si lavorerà in nero. Lui viaggia molto, anzi gira il mondo ma non sceglie mai l’ Alitalia perché “mia madre mi diceva di non frequentare le cattive compagnie”. Dopo aver divertito il pubblico con le storie di suo zio mafioso, Antonello presenta a tutti Sergio il re degli esauriti, e poi Tony Fasano con la nostalgia per gli anni ’70 e la fidanzata, che ha lo stesso nome di quella di Jhon Travolta nel film Grease, Sandy… ma solo perché è sorda. Eppoi saltella sul palcoscenico un tipo riccio calabrese chiamato Raffaello Piombo, ossia il cugino povero di Tiziano Ferro. Dopo un momento alto con le liriche del poeta karaoke, giungono i ritmi latini del tanghèro con il sombrero e la sua rumba. Tra macchiette del grande varietà che ricordano il grande Renato Rascel e tributi a personaggi come Totò, Charlie Chaplin, Fred Buscaglione e Renato Carosone, con le sue canzoni appassionate, Costa diviene malinconico fin quando scopre il motivo di alcuni imprevisti accaduti durante lo spettacolo, come l’appuntamento al buio, un vero e proprio black out in teatro, la scomparsa delle sue scarpe da tip tap dal camerino mobile sul palcoscenico e le maniche strappate della giacca e non soltanto quelle… che lo costringono ad un inconsueto balletto in mutande stringate!
Accanto ad Antonello, Gianluca Giugliarelli ha saputo essere una spalla efficacissima, come il cacio sui maccheroni, anzi sugli ‘gnocchi’. Il duo comico infatti ha ricordato Totò e Peppino in chiave moderna nella stesura di una piecès teatrale originalissima e piena di colpi di scena, accompagnati da quattro bravissime ballerine e dalle imitazioni di Annalisa Costa, la talentuosa attrice e sorella di Antonello. Il poliedrico Costa, ha cambiato con la velocità di un trasformista.. ben 18 abiti di scena, traversando l’Italia dei dialetti, delle cose che non vanno e di quelle che fanno ridere.