Ar.Te.Te.Ca, storia di un’associazione che fa spettacolo

Ar.te.te.ca come il lemma mutuato dal dialetto napoletano, sinonimo di vitalità ed esuberanza, oppure arte-teca, una crasi fra l’italiano e l’antico termine di derivazione greca “thèke”, come dire: arte in teca, arte gelosamente custodita in uno “scrigno”. Comunque la si voglia leggere, Ar.te.te.ca significa teatro, cultura dello spettacolo, divertimento. Un’avventura iniziata nel 1988, quando un gruppo di attori e di appassionati di teatro, capitanati da Caterina De Santis, decise di portare in giro per le scuole di Napoli e della Campania i testi più famosi di Goldoni, Petito e Scarpetta. Sarà solo la prima tappa di quell’associazione, all’epoca presieduta da Donato Pulcini, che si dimostrerà subito molto attiva e pronta, dopo appena qualche mese di attività, per lanciarsi in sfide assai impegnative. Dopo aver portato negli istituti di ogni ordine e grado la letteratura teatrale italiana e dialettale, l’Ar.te.te.ca si farà infatti notare nei primi anni Novanta per una serie di rappresentazioni promosse, sempre sotto la direzione artistica della De Santis, nell’ambito dell’Estate a Napoli; evento in programma sugli spalti del Maschio Angioino.

Il 1996 è l’anno del “battesimo del fuoco”. L’associazione napoletana sceglie il Litorale Domitio per dare il meglio di sé ed animare, con una rassegna originale ed inedita, le serate di turisti, stagionali e abitanti del posto. Si chiamerà “Pinetamare Arte” e farà parlare di sé, in modo del tutto lusinghiero, sino al 2002. Due mesi di divertimento, da luglio ad agosto, con il teatro di Mario Scarpetta, Enzo Cannavale, Vittorio Marsiglia, Benedetto Casillo, Sergio Solli, Mario Brancaccio e, ancora, il cabaret di comici all’epoca promettenti e giovanissimi come Biagio Izzo, Alessandro Siani, Simone Schettino, i Ditelo Voi e i Teandria. Un ruolo fondamentale, nel cartellone allestito  dalla direttrice artistica Caterina De Santis, lo avrà poi la musica. Al Grand Hotel Pinetamare di Castelvolturno frequenti saranno le esibizioni di Peppino Di Capri e di un artista, allora agli esordi, che il grande pubblico imparerà presto a conoscere ed apprezzare: Gigi D’Alessio.

“Tra le attività dell’associazione – avrebbe dichiarato all’Ansa la De Santis, alla vigilia della rassegna del 1997 – rientra la promozione dell’arte e dello spettacolo in quelle aree talvolta non presenti nelle programmazioni tradizionali della varie compagnie di teatro e di spettacolo. Tra queste, l’Ar.te.te.ca ha individuato il Litorale Domitio e puntato sul suo rilancio”. “Pinetamare Arte” per alcuni anni divenne, così, il “marchio di fabbrica” dell’Ar.te.te.ca, che – con la sua organizzazione certosina e il lusinghiero successo di pubblico – dimostrerà di essere pronta per il “grande salto”, per un cartellone a tempo pieno e a tutto spiano. L’occasione si presenterà di lì a poco, nel 1999, con la riapertura del Teatro Bracco, tornato a brillare dopo un periodo di abbandono durato quasi vent’anni. L’Ar.te.te.ca si aggiudica la gara della Regione Campania per la gestione del palcoscenico di via Tarsia e trasforma la sua denominazione in Teatro Bracco-Ar.te.te.ca, organizzando anno dopo anno una ricca stagione teatrale in quello che un tempo era considerato il tempio del repertorio classico dialettale.

Dopo un periodo di “coesistenza” delle due attività, Bracco e “Pinetamare Arte”, l’Ar.te.te.ca, oggi presieduta dalla sua “storica” direttrice artistica Caterina De Santis, dal 2003 si dedica esclusivamente ed ininterrottamente al teatro di via Tarsia, confezionando ogni anno un’offerta vasta e completa, in grado di soddisfare le richieste anche del pubblico più esigente.